Problematiche comportamentali nel cane

              Problematiche comportamentali nel cane

I problemi comportamentali del cane attualmente sono vari, e si affrontano con un’attenta valutazione delle cause scatenanti. Il protocollo usato da alcuni comportamentalisti per curare questi casi è la terapia farmacologica (psicofarmaci, ansiolitici, feromoni o integratori alimentari) e come terapia comportamentale utilizzano il principio del “rinforzo positivo”. Gli approcci comportamentali sono a base di pettorine e guinzaglioni per rafforzare la relazione e la libertà del cane, poche regole ed educazione per cane-padrone e nessuna presa in considerazione di uno stimolo avversativo (esempio il “no”) che contrasta la trasgressione del soggetto operante.
Ansia da separazione, iperattività, aggressività inter e intra-specifica, atteggiamenti distruttivi, sociopatie, fobie e ansie di varia natura, depressione, paure idiopatiche….tutti
questi disturbi secondo alcuni comportamentalisti sono definiti malattie, quindi problemi medici.
Di seguito l’analisi  di Lupus In Fabula dal punto di vista tecnico riferita ai problemi sopra citati e con un linguaggio semplice e facilmente accessibile è:
                                Ansia: non è un problema medico.
È un disturbo emotivo che si manifesta con ipervigilanza, incapacità di autocontrollo, incapacità di adattamento ai cambiamenti.
Terapia comportamentale: definire i punti di riferimento per il cane, lavorare sulla gerarchia del branco famiglia e sulla relazione, applicare la desensibilizzazione sistematica per le situazioni-
stimolo sensibili
      Iperattaccamento (ansia da separazione): non è un problema medico.
E’ un cane eccessivamente dipendente dalle sue figure di riferimento. E’ un rapporto morboso tra cane e proprietario dovuto alle eccessive attenzioni e da una scarsa gestione nell’abituare il cane a rimanere da solo.
Terapia comportamentale: abituare il cane a restare da solo gradualmente con periodi di attesa diversi e luoghi differenti.
                           Fobia: non è un problema medico.
E’ un disturbo emotivo caratterizzato da manifestazioni di paura esagerata nei confronti di oggetti e/o situazioni che non rappresentano un reale pericolo per il  cane.
Si manifesta con comportamenti di fuga, aggressione, eccessiva salivazione, minzione, tremolio, freezing (immobilizzazione).
Terapia comportamentale: utilizzare la tecnica di desensibilizzazione e controcondizionamento per le diverse situazioni sensibili
Iperattività: non è un problema medico.
Meglio definibile come soggetto con ”temperamento vivace” cioè la velocità di reazione agli stimoli esterni, collegato al tempo di attenzione ed alla soglia di stimolo.
Terapia comportamentale: è un soggetto che ha più bisogno di altri di avere regole, disciplina e controllo, punti di riferimento e una buona dose di attività fisica che sarebbe utile canalizzare in qualche
disciplina cinofila sportiva
Aggressività: non è una malattia.
E’ una dote caratteriale che può essere più o meno marcata, è quindi parte integrante del comportamento del cane.
A seconda del tipo di razza scelta, dal soggetto, dall’esperienza che possiede il proprietario e dal tipo di contesti in cui il cane è stato sottoposto, essa è un impulso istintuale che può evidenziarsi in maniera più o meno marcata.
Descriviamo di seguito le forme aggressive più frequenti:
Aggressività da irritazione (spesso affiancata all’ aggressività da
dominanza)
E’ un tipo di aggressività che il cane rivolge ad un individuo con cui è
stato socializzato di cui però non tollera l’essere toccato, l’aver invaso
una distanza critica oppure suscitata da un evento doloroso a cui il
cane reagisce aggredendo.
Terapia comportamentale: occorre reimpostare il tipo di gestione che il proprietario ha costruito nel tempo, rafforzare il suo status gerarchico e rielaborare la relazione. Ricercare degli stimoli antagonisti positivi e negativi che controllano le manifestazioni aggressive e applicare una serie di correzioni accostando tecniche di desensibilizzazione e controcondizionamento che possano garantire una maggior affidabilità ed equilibrio del soggetto.
Aggressività territoriale
E’ un tipo di aggressività protettiva. Il cane risponde con
l’atteggiamento aggressivo ad una minaccia nei confronti di una
risorsa, luogo o spazio circostante. L’aggressività può essere rivolta a
persone o cani.
Terapia comportamentale: condizionare il cane alla presenza di stimoli
sensibilizzanti in modo graduale.
Trovare degli stimoli avversativi che inibiscano l’iniziativa del cane nei confronti dello stimolo scatenante.

A cura di Luca Meneghetti responsabile Centro cinofilo Lupus in Fabula ad Inzago (MI)

Posted by
Stefano

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