metodo per educazione e addestramento

 

Quale metodo per educare o addestrare il nostro cane?

Il cane nella società moderna, spesso vive a stretto contatto con le persone del nucleo familiare che lo adotta dandogli la sicurezza di cui ha bisogno nella vita quotidiana di cui ha bisogno nella vita quotidiana.
Il compito degli educatori e addestratori cinofili, è promuovere le preziose capacità che la natura ha dato al cane e renderle funzionali al contesto in cui vive.
Le fondamenta per una proficua convivenza con il nostro amico a 4 zampe e magari per un futuro impiego in attività sociali o sportive, si gettano dando delle regole al cucciolo appena arrivato, con l’accettazione ed il rispetto delle stesse.
L’insegnamento di queste regole ed in generale la relazione con il cane , deve rispettare i suoi processi biologici, psicologici, genetici e ambientali, tipici della sua specie e quindi devi adeguare gli standard intellettivi e comunicativi a quelli del tuo allievo ed amico a quattro zampe.
Quindi ogni binomio cane e conduttore fa metodo ed occorre mettere in relazione due esseri viventi, costruire o migliorare il rapporto tra loro, ma soprattutto educare il cane è importante, ma la formazione del conduttore è fondamentale. Quindi un serio programma di lavoro prevede il coinvolgimento di entrambi ed essendo ogni essere vivente unico e irripetibile, tale sarà l’azione educativa o l’addestramento. Vorrei fare una precisazione su il significato di coercizione, correzione nell’ambito dell’educazione e addestramento cinofilo, di cui spesso si discute. In merito alla “coercizione” (indurre qualcuno a fare una cosa contro la sua prima intenzione), ricordo che tutti appena mettiamo un collare o la pettorina ed un guinzaglio al cane, abbiamo fatto una “coercizione” perché lui in un primo momento vorrebbe continuare a starsene libero, oppure anche per noi svegliarci presto la mattina per andare al lavoro è una “ coercizione”, ma in nessuno dei due casi credo che entrambi gli esseri viventi abbiano subito un trauma, uno avrà il suo momento di socializzazione e gioco, l’altro procura il sostentamento per sé ed eventualmente la sua famiglia ed assume un ruolo nella società. Perciò se sappiamo invitare ed invogliare il cane a venire con noi, non vi sono problematiche di alcun tipo, queste si pongono se non sappiamo dosare il grado (quantità) e l’ intensità (durata) della coercizione, qualunque tipo di filosofia o scuola educativa vogliamo sostenere. In ciò che chiediamo al cane devono restare motivazione, volontà, armonia.
La correzione( azione per migliorare qualcosa eliminando o riducendo un difetto o un errore) ha un significato diverso e se ben utilizzata contribuisce alla buona riuscita di un percorso educativo. Fatta questa premessa diciamo che le metodiche ed i principi di base che si avvicinano maggiormente ad un approccio tradizionale- relazionali( che, sa impiegare i premi e correzioni), è più vicino alla comprensione del cane perché nella loro vita di branco utilizzano anche le correzioni( vedi la mamma con i cuccioli)..
Il premio( carezza, pallina, cibo…..)dato al momento opportuno è fondamentale per far capire al cane che siamo soddisfatti della sua azione e crea la giusta motivazione e positività al lavoro; la correzione, adeguata all’errore e all’educando fa parte dell’etica di un percorso educativo e consente di dare la precisione e la disciplina necessarie al buon esito dello stesso. Pertanto miscelando progressivamente il premio e la correzione, mettiamo nelle condizioni il conduttore di gestire i momenti di gioco e affettività, anticipando le azioni del proprio cane e nel caso proponendo ciò che lui desidera senza alcuna forma di conflitto. Il conduttore imparando il linguaggio e le esigenze del suo amico a quattro zampe diventa colui che gestisce le risorse, il leader nella quotidianità, creando così le condizioni per un rapporto sereno ed equilibrato tra loro che frutta notevoli benefici ad entrambi.
Ci sono due regole fondamentali da rispettare quando decidiamo di educare o addestrare il cane e valgono sia per i principianti che per i professionisti:
1. Cancellare la parola punizione dal tuo repertorio. Poniti questa regola: rendi gradito al tuo cane quello che egli può fare e sgradito ciò che non deve fare.
2. Se tun,  stai perdendo la calma, a causa del tuo cane interrompi la lezione. Se riesci a calmarti ricomincia, se no smetti. Devi imparare a gestire le emozioni. il tuo cane è in grado di comprendere perfettamente il tuo stato d’animo.
Il cane a differenza dell’essere umano , segue una forza interna, radicata all’interno di esso , chiamato istinto o meglio l’insieme di essi. Questa forza è la base su cui il conduttore, l’educatore o l’addestratore cinofilo dovranno sempre confrontarsi. Poi influiranno l’ambiente e le esperienze
Gli esercizi di obbedienza (in particolare nelle attività sportive anche amatoriali o in attività sociali) e qualunque attività ludico o educativa in generale devono portare il cane ed il conduttore a muoversi in modo armonico e sincronizzato, una sorta di danza in cui il nostro cane si fa guidare, due esseri viventi diversi, che comunicando tra loro si muovono come un unico essere.

Posted by
Stefano

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