L’addestramento alle prove di utilità e difesa è ancora utile?

 

L’ addestramento è l’acquisizione da parte del cane e del conduttore, di tecniche finalizzate ad uno specifico obiettivo o la gestione di situazioni di vita quotidiana. L’addestramento per il cane ha la finalità di renderlo partecipe, collaborativo  nei confronti dei suoi amici umani, facendolo sentire utile e importante nel branco.

In particolare l’addestramento di un cane alle prove di utilità e difesa previste dall’ENCI,  valuta la relazione cane-conduttore e la tecnica che entrambi hanno acquisito, soddisfando gli istinti e le attitudini delle razze predisposte a tali attività, finalizzate alla selezione dei migliori cani adatti alla riproduzione. Le prove del Coni , hanno finalità di confronto tra atleti e di relazione cane-conduttore.

 Se andiamo a vedere una prova di lavoro sia Enci che Coni, ci renderemo immediatamente conto, che ciò che interessa di più al giudice è l’equilibrio del cane e la relazione con il suo conduttore: nella sezione C “attacchi” si svolgono esercizi di obbedienza vera e propria, che permettono di valutare il grado di interazione raggiunta dal conduttore con il  cane in condizioni di estrema tensione( cioè in presenza di una simulazione di aggressione). Altro punto importante è che negli ultimi anni l’addestramento alla prove di difesa a scopo sportivo si basa soprattutto sulla stimolazione e la gestione dell’istinto predatorio, il che significa che il cane morde per afferrare una preda e non per difendersi da un nemico. Se noi pensiamo di poter fermare un cane che morde in autodifesa, facciamo un grave errore, perché l’animale sta tutelando la sua vita e pertanto difficilmente lascerà la presa.

Se invece noi stimoliamo l’istinto predatorio, il cane pensa ad afferrare un preda e, dato che noi provvediamo al suo quotidiano sostentamento, resta il lato ludico della cosa, quindi il cane naturalmente lascerà un gioco all’ordine del suo “capo”(che per lui è del tutto logico). Ecco perché in questo caso è relativamente facile indurre il cane a mollare la presa, e perché l’addestramento alla difesa a scopo sportivo attuato da persone competenti, rende gestibile, controllabile e canalizzabile anche l’aggressività  del cane. Inoltre sono previste all’interno delle prove di lavoro diversi momenti dove si valuta il controllo del cane, inserendo gruppi di estranei inoffensivi, simulazioni di vita quotidiana e utilizzo del suo olfatto a servizio del conduttore.

Un cane non educaddestrato, morderà pensando ci sia in gioco la sua vita e lo farà di sua iniziativa senza il controllo del conduttore, pertanto  educare e addestrare un cane di una certa mole e con attitudini alla guardia e alla difesa, almeno per la sua gestione nella vita quotidiana e fargli praticare attività nel rispetto delle sue attitudini, significa considerarlo un essere vivente con proprie esigenze.

 

Quest’attività richiede equilibrio emotivo e psichico da parte del binomio cane-conduttore, pertanto se praticata correttamente porta importanti benefici psicofisici ad entrambi.

Un cane educato e addestrato per un corretto inserimento nel contesto familiare ed urbano, qualunque sia la disciplina che gli si farà praticare, potrà facilmente seguire il suo conduttore senza recargli intralcio ovunque per legge lo si possa condurre, essere portato al seguito in vacanza o affidato a degli amici e quindi più difficilmente sarà abbandonato.

A cura di Stefano Antinori

 

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