Cane cattivo o pericoloso?

CANE CATTIVO O PERICOLOSO?

Il cane “cattivo” non esiste, perché la cattiveria volontaria e cinica, cioè il desiderio di fare male a qualcuno senza uno scopo preciso, è solo umana.
Nessun’altra specie animale la conosce e il cane non fa certo eccezione, essendo un’animale sociale, i cui scontri fondamentalmente feriscono più l’orgoglio che non il fisico. Se il cane arriva a mordere o ringhiare c’è sempre un motivo chiaro e spiegabile, eccetto qualche raro caso di aggressività idiopatica.
Il cane “pericoloso” come definizione è pertinente e si addice esclusivamente a soggetti che hanno assunto una posizione dominante all’interno del branco-famiglia e assumono l’iniziativa in molte azioni sfuggendo alla volontà umana e compiendo gesti per loro logici, ma che involontariamente possono avere gravi conseguenze per le persone. Questi cani possono aggredire un altro cane perché ritengono che questi stia attentando al loro territorio o alla loro posizione gerarchica (non c’è nessuno che possa fargli comprendere il contrario), possono inseguire un bambino che corre e strilla perché credono che rappresenti una facile preda da bloccare e portare come trofeo nel branco per ribadire la sua posizione gerarchica (e non c’è nessuno che gli abbia spiegato che i bambini non si mangiano ma che vanno rispettati perché cuccioli d’uomo).
A questo punto è chiaro che un cane “pericoloso” equivale a un cane non educato e non addestrato.
Infatti, la maggior parte degli incidenti, sono causati da una scorretta e approssimativa gestione del nostro amico a 4 zampe, tanto che la normativa ministeriale riguardo la prevenzione di incidenti e morsicature, ha abolito la lista delle razze pericolose dal 2009 e messo in evidenza la responsabilità civile e penale del conduttore nei confronti degli atti commessi dal suo cane. Inoltre prevede che il cane sia scelto e viva tenendo conto delle sue caratteristiche etologiche specifiche , sottolineando l’importanza di conoscere il proprio amico a 4 zampe e attribuendone l’onere al conduttore.

Posted by
Stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *