Lavoro di stimolazione di Klauss Niess

LAVORO DI STIMOLAZIONE ( Triebarbeit)
( da BB 8/2001) di Klaus Niess

Il mio metodo non è certo l‘unico giusto;esiste il detto:
“Molte strade portano a Roma”
I risultati di un‘esecuzione coerente di questo lavoro da parte mia sono i successi ottenuti dalla mia boxer “Sly vom Rottland”:
• a 14 mesi BH
• a 18 mesi AD
• a 26 mesi VPG1 con 288a e FH1 con 85 punti
• a 30 mesi VPG2 con 282a e FH2 con Ecc
Nel 1999 a 34 mesi prima volta VPG3 con 288, poi 4 volte VPG3 con 1 x 288a, 2x 282a, 1 x 277a, 1x 269a. Campionato di Lavoro 9° posto con 270a, poi 278a; IPO3 279.
Nel 2000 VPG3 con 286a e 275°.
Campionato di Lavoro 7° posto con 273vh; poi 280a e 265a.
Nel 2001 per ora VPG3 con 294a.
Ho potuto portare anche cani più anziani in uno stato di elevata stimolazione (Triebanlage); non solo i miei, ma anche cani estranei, privi di stimoli (trieblose). Nel caso di un cane più anziano occorre però un po’ più tempo e un buon feeling, poiché il cane è già in un certo senso spento nelle sue stimolazioni (Triebanlagen). Con i propri cuccioli invece si crea molto in fretta un collegamento con questo lavoro; il cane ti dimostra molto rapidamente, invitandoti al gioco,che si è creato il collegamento.

Guida per il lavoro di stimolazione ( Triebarbeit) da cucciolo a cane adulto
Per ottenere un cane che lavora gioiosamente insieme a noi il lavoro di stimolazione (Triebarbeit) è un’esigenza irrinunciabile e persistente, in vista delle prove di VPG e FH del nostro cane. Inizio dell’attivazione della pulsione al gioco e alla preda ( Spiel- und Beutetrieb). Secondo la mia opinione le basi devono essere gettate già presso l‘allevatore, sfruttando la pulsione al gioco e alla preda( Spiel- und Beutetrieb) normalmente presente nel cucciolo. Naturalmente occorre un’intensa attività con i cuccioli da parte dell‘allevatore, che deve prendere parte alle fasi di gioco e di apprendimento,presenti per natura.
Cosí i cuccioli imparano fin da piccoli ad accettare l’uomo come compagno di branco. Inizialmente si gioca con tutti i cuccioli insieme e in seguito con uno alla volta ( min. ca. 5 minuti).
Non si deve però chiedere troppo al cucciolo; cioè il cucciolo non deve stancarsi, ma si deve terminare il gioco quando ancora il cucciolo si trova nella fase culminante della disponibilità al gioco. Cosí si mantiene la sua sensazione di aver vinto. Il cucciolo ,la prossima volta, inizierà subito a giocare con noi. Si resta sbalorditi come il piccolo cucciolo spontaneamente inizi ad animarci al gioco. Importante in questa fase è la lode dei piccoli: Quando il cucciolo ci invita al gioco non dobbiamo subito prendere il giocattolo, ma spingere via leggermente più volte il cucciolo stesso, in
modo da accrescere ancora la stimolazione. Solo ora si prende in mano il giocattolo.
Per far vivere lo stimolo al gioco e la prova di forza reciproca i cuccioli ricevono nel loro recinto un vecchio indumento di cuoio morbido (gonna, giacca o altro senza bottoni o chiusure lampo).Il cuoio deve essere morbido, per impedire che i cuccioli restino impigliati con i dentini, come potrebbe accadere con un sacco di juta. Restare impigliati può costituire in questa fase iniziale un avvenimento spiacevole con la conseguenza di un collegamento negativo. Questo pezzo di cuoio lo usiamo anche quando giochiamo con il cucciolo. Con questo già nelle prime settimane di vita del piccolo cane sono gettate le basi della futura convivenza con noi esseri umani. Quando il cucciolo di 8-9 settimane arriva dal nuovo proprietario, questi deve continuare giornalmente questo gioco. Inizialmente non deve durare più di 5 minuti ( pericolo di affaticamento). Importante è sempre trasmettere al cucciolo la sensazione della sua forza, cioè non tirare troppo forte il giocattolo, ma contrastare leggermente e mai e poi mai togliere al cucciolo la preda conquistata. La sottrazione avviene solo in una fase successiva. Il tipo di giocattolo non è di importanza decisiva ,ma lo è solo la sua consistenza. Non si deve assolutamente usare un oggetto duro, perché il cane può ferirsi nella zona della bocca e può perdere la voglia di giocare. A seconda dell’età e della forza con cui afferra e trattiene, cominciamo ad arrotolare il pezzo di cuoio. Si ottiene cosí il passaggio al salamotto. Anche il normale salamotto inizialmente dovrebbe essere morbido. Nell’ambiente abituale del cucciolo ci sediamo per terra , ponendoci alla sua altezza. Nel fare questo ci facciamo piccoli nei suoi confronti. Attiviamo la pulsione al gioco portando via al cucciolo il giocattolo ( salamottino). Se mostra una buona stimolabilità (Triebverhalten) glielo facciamo afferrare e vincere ( molto importante).
Ora attiriamo il cucciolo verso di noi e lo lodiamo di nuovo. Quindi riprendiamo il salamotto e il gioco ricomincia daccapo con un leggero contrasto (fase di imprinting, molto importante; non acchiappare e correre dietro, altrimenti collegamento sbagliato).
Se dopo qualche tempo il cucciolo si propone spontaneamente al gioco,vuol dire che è subentrato un collegamento mnemonico. La progressione è stata eseguita correttamente.
Queste fasi vengono ripetute giornalmente. I tempi vengono allungati a seconda delle predisposizioni. Secondo la mia esperienza sono sufficienti 5-10 minuti per portare il cane in una disponibilità alla pulsione (Triebveranlagung) molto buona. Troppo tempo può far scatenare una pulsione (Trieblage) troppo alta.
Quando il cane torna da me senza essere attirato e mi anima spontaneamente al gioco predatorio, è venuto il momento del passo successivo.
(Importante : senza essere attirato!)
Ora si implica anche la pulsione predatoria del cane. Iniziamo come detto sopra e attiviamo la pulsione al gioco; il salamotto ora fa da preda, cioè lo lanciamo inizialmente a 1-2 metri da noi. Dopo che il cane lo ha raccolto, lo invitiamo subito ad avvicinarsi , come descritto inizialmente.
(È molto importante il collegamento con la fase precedente).
Avvicinarsi vuol dire giocare, lottare. Se la fase precedente è stata portata avanti correttamente il cane , anche in questa fase, al nostro invito, tornerà immediatamente da noi.
Anche qui non prendere subito il salamotto, ma procedere come descritto nella fase precedente.
(Il collegamento mnemonico dà i suoi frutti).
La distanza di lancio va aumentata gradatamente. Se aumentiamo troppo in fretta potrebbe accadere che il cucciolo cominci a giocare prima di arrivare da noi e quindi si avvicini con esitazione o non si avvicini del tutto. Se il giovane cane esegue in modo del tutto soddisfacente questi esercizi nei luoghi abituali, possiamo continuare questi lavori anche al campo di addestramento.
È importante procedere come segue:
Appena apriamo la porta del campo togliamo il guinzaglio, attiviamo la stimolazione e lanciamo il salamotto.
(Inizialmente non troppo lontano)
Procediamo poi come descritto prima. Ora togliamo il salamotto dalla bocca, accendiamo subito di nuovo la pulsione, lanciamo di nuovo il salamotto e, subito dopo averlo lanciato, corriamo fuori dal campo. Cosí impostiamo la chiamata veloce.
Per l’inizio molto importante:
Per ora non fare questo esercizio se in campo lavorano altri cani .Potrebbe darsi che gli altri cani siano più importanti per il nostro giovane cane che il gioco con noi. Se però tutto è stato fatto correttamente si può ben presto verificare che il nostro cane non aspetta altro che giocare con noi.
Ora iniziamo con la sottrazione del salamotto.
Per togliere il salamotto è utile mettere il cane seduto. La posizione di seduto calma il cane ( Lodare, carezzare la testa, ma non afferrare subito l‘oggetto).
Se appena seduto afferrassimo il salamotto ,il cane contrasterebbe subito. Quando sta seduto e calmo, tocchiamo piano il salamotto; se il cane si agita o vuole subito contrastare, allontaniamo la mano, lo accarezziamo, lo lodiamo e lo calmiamo. Ripetiamo poi il tentativo di togliere il salamotto. Solo quando il cane è perfettamente tranquillo diamo sottovoce un comando “Aus.”
Anche questa fase, se manteniamo la calma ed eseguiamo correttamente,viene collegata molto rapidamente dal cane. Nel caso del mio cane possono lavorare con altri cani in campo;lui è fissato solo su di me.
A partire dall’8° mese ca. possiamo iniziare a inserire il riportello.
Molto importante:
Inizialmente può essere utile avvolgere della tela di sacco o della gomma morbida attorno alla parte centrale del riporto, in modo da evitare esperienze spiacevoli con il legno. Personalmente eseguo l’esercizio sopra descritto di tanto in tanto anche con il mio cane adulto e lo mantengo alto nella stimolazione (Trieb) a lavorare con me.
L’esperienza mi ha dimostrato che tanto più a lungo il cane sperimenta che afferrare il salamotto/riportello non è spiacevole, tanto più fortemente lo afferra.
Non condivido assolutamente il parere troppo spesso espresso da diversi conduttori, che il cane debba imparare la presa su oggetti duri, per mostrare poi una buona presa nella parte C (difesa) delle prove di lavoro. Il cane adulto, di buone predisposizioni, non ha problemi in questi lavori. Il cane ha imparato fin da piccolo: se afferro fortemente,vinco e la cosa non è mai stata spiacevole. Se nel lavoro della sezione C trova una resistenza nella manica, sicuramente cercherà di arrivare al successo con una presa forte.
Stimolazione ritardata nel caso di cani di una certa età.
Nel caso di un cane adulto la stimolabilità (Triebanlage) può essere riattivata. Ma inizialmente si fa in modo diverso. Il cane viene legato con un guinzaglio. Come sappiamo , se tratteniamo il cane, questi per reazione vuol spingersi in avanti- noi sfruttiamo questa situazione. Se iniziassimo come descritto prima il cane prenderebbe il salamotto e si allontanerebbe per giocarci da solo. Non abbiamo alcuna chance di farlo tornare da noi. Il cane legato viene invitato con lanci ripetuti di un salamotto, legato ad una corda di c.a. 70cm. Inizialmente non far mancare troppo a lungo il successo,altrimenti subentra il disinteresse. I primi tentativi di presa sono subito da confermare con la cessione del salamotto.Quindi gradualmente aumentano i tentativi di presa prima della conferma. Dopo che il cane ha preso si può procedere come sopra descritto. Anche il cane adulto impara molto in fretta che con il suo padrone ci si diverte sempre pazzamente.
Resistenza ed energia e una buona dose di sensibilità portano al successo.
Traduzione di G.Mariani
Agrate C. Agosto 2001

Posted by
Stefano

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